Chi siamo
Nellambito
della Pastorale giovanile della Parrocchia personale
per i migranti - Santo Stefano Maggiore di Milano,
a partire dallottobre 2021, alcuni giovani, provenienti
da varie parti del mondo, hanno sviluppato un percorso
di riflessione sulla pace, sfociato nella costituzione
del «Laboratorio Pacem in terris» (in spagnolo:
«Equipo Pacem in terris»; inaugurato l11
ottobre 2022, LX anniversario dellapertura del Concilio
Vaticano II.
Il progetto, già abbozzato dal «Piano di
pastorale giovanile parrocchiale per il quinquennio 2019-2024:
Che tutti siano uno », era stato sospeso
a causa della pandemia; ora invece linvasione dellUcraina
e la grave crisi che ne è scaturita (a tutti i
livelli: militare, alimentare, ambientale
) ci hanno
spronato a realizzarlo con una certa urgenza
Consapevoli
anzitutto di come per noi cristiani la pace non sia un
valore astratto, né semplicemente un dovere morale,
per quanto importante, bensì una persona: Gesù
stesso, secondo quanto scrive lapostolo agli Efesini:
«Egli è la nostra pace, colui che ha fatto
dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione
che era frammezzo, cioè l'inimicizia» (2,14);
e ricordando che, la sera di Pasqua, le prime parole da
lui rivolte ai discepoli furono: «Pace a voi!»
(Gv 20,19): parole che lette in continuità con
le ultime pronunciate sulla croce: «Tutto è
compiuto» (Gv 19,30) offrono una chiara rivelazione
della sua missione, abbiamo voluto fissare ancor più
intensamente lo sguardo su lui, perché la nostra
comprensione della Pace ed ogni iniziativa che potessimo
intraprendere avessero in lui in suo inizio e il loro
compimento. Nelle sue parole, nei suoi gesti, nel suo
stile e nel suo atteggiamento.
Consapevoli
peraltro di come sia pericolosamente facile arroccarsi
su posizioni ideologiche, più preoccupate di difendere
le proprie convinzioni che di lasciarsi mettere in discussione
dal grido di dolore di quanti vedono calpestati i propri
diritti o, peggio, dalla sofferenza silenziosa di coloro
che non hanno nemmeno la forza di urlare (in primis i
bambini, vittime innocenti di tutti i conflitti, dellingiustizia
strutturale del sistema imperante e della violazione dellambiente),
assumiamo quale prospettiva da cui analizzare e giudicare
la realtà il punto di vista degli oppressi che
resistono nei nostri paesi dorigine, memori che:
«Assumere il punto di vista degli oppressi resistenti
sulla storia e la civiltà attuale significa in
primo luogo fare propria la loro causa, perché
essa è moralmente e politicamente più giusta
Lemarginato infatti ha interesse a smascherare la
violenza della quale è vittima ed a far trionfare
la luce»1.
Abbiamo
perciò individuato otto aree: ambiente, conflitti,
diritti umani, economia, mobilità umana, nonviolenza,
politica, spiritualità della pace, per le quali
ci siamo ripartiti i compiti. Volendo inoltre sensibilizzare
i nostri coetanei, ma anche lintera Comunità
parrocchiale e quanti fossero interessati, il materiale
raccolto o prodotto debitamente selezionato
sarà offerto sotto forma di rassegna stampa mensile
e tramite i social.
Ci siamo
infine proposti di condividere momenti di questo cammino
con quanti volessero farsi nostri compagni di strada:
liberi da pregiudizi e dogmatismi; disposti al confronto
e desiderosi di collaborare a possibili progetti comuni.